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mercoledì 26 settembre 2018

WBS Games - Roadmap dei prossimi titoli in arrivo

Tra le domande più ricorrenti che riceviamo da voi, amici giocatori, quella relativa ai progetti in corso e le date di pubblicazione previste è senza dubbio la più gettonata. Per questo motivo abbiamo deciso di pianificare e condividere con voi la nostra roadmap dei prossimi 15 mesi, comprensiva anche della descrizione dei vari titoli in programma.

Il Ritorno di Grandi Classici...

We Were Brothers 2a Edizione + Espansione

Il fantastico crossover sulla Seconda Guerra Mondiale ritorna con un regolamento decisamente più leggero e fruibile per partite più veloci e semplici, pur senza rinunciare al realismo. Insieme alla seconda edizione, che prevederà anche un nuovo set di miniature specificatamente progettato per WWB, uscirà anche la prima espansione del gioco che includerà il combattimento tra e contro veicoli, nonché il completamente della campagna di Italia, da Roma verso Nord. Per chi ha la Prima Edizione, l'Espansione prevede anche l'upgrade alla seconda versione. Ad ogni modo, il semplice regolamento sarà disponibile gratuitamente per il download a tutti i felici possessori della Prima Edizione.


   

Dark Ages 2a Edizione + Espansione France (Play Modena 2019)

Un altro grande ritorno. Il bellissimo gioco di tattica medievale ritorna con materiali più interessanti che permettono una migliore disposizione delle unità sul campo di battaglia. Piccoli miglioramenti di alcune regole si accompagneranno anche all'espansione France, con tante battaglie storiche, compatibili con il gioco Britannia. E' prevista anche l'uscita di una mappa modulare che permetterà sia di creare terreni di gioco personalizzati per battaglie a punti, sia di giocare alle battaglie storiche che saranno disponibili da scaricare dal nostro sito www.gameshop.wbsgames.com


...E l'arrivo di fantastiche novità

It was too late (Modena Play 2019)

Credevi che fosse la solita crisi gonfiata dai telegiornali. Poi un giorno la TV trasmette solo un comunicato registrato e fuori è il caos. Volevi fuggire ma, ormai, era troppo tardi. Niente zombi, niente alieni, nessuna apocalisse: tutto è andato in malora e dovete sopravvivere. Da soli le prospettive di rimanere in vita sono minime; se vi unite ad altri, dovrete fare i conti con i loro limiti, i loro vizi e le loro paranoie. Un gioco cooperativo di gestione risorse e sopravvivenza MOLTO particolare, che elimina la possibilità del "leader dittatore", cioè del giocatore che prende le decisioni per tutto il gruppo. Ognuno decide cosa fare per sopravvivere in maniera indipendente, cercando di non urtare la suscettibilità degli altri personaggi. Ogni decisione avrà ricadute diverse su ogni sopravvissuto e quindi sul gruppo. Diventerete degli spietati assassini pur di sopravvivere? Aiuterete chi si trova nella vostra situazione? Sarete disposti ad eliminare un membro del gruppo che non collabora? Soprattutto...riuscirete a sopravvivere?


Let's have a war! (Modena Play o Essen Spiel 2019) 

Simpaticissimo gioco di carte da 2 a 7 giocatori che simula con estrema semplicità ma grande profondità la Prima Guerra Mondiale. Ogni nazione dovrà mettere in campo generali, scoperte tecnologiche e innovazioni belliche per poter sostenere il proprio esercito che dovrà essere tenuto sempre in buon ordine. Nel frattempo, un'occulta guerra di spie, alleanze opportuniste e politiche discutibili contageranno il fronte interno nel bene e nel male. Un gioco leggero per simulare la Grande Guerra in tutti i suoi aspetti.

Battle for the Atlantic (Q4 2019 - Q1 2020)

Durante la Seconda Guerra Mondiale entrambi gli schieramenti dovevano accedere a notevoli quantità di risorse per poter alimentare lo sforzo bellico. La Germania aveva a disposizione poche risorse immediatamente disponibili. Gli Alleati, grazie all'immensa macchina produttiva americana, poteva contare su materiali praticamente illimitati. Purtroppo un oceano divideva i luoghi di produzione dal fronte. Un oceano controllato dagli U-Boot tedeschi. Un bellissimo gioco di gestione risorse e logistica che ha però come obiettivo la vittoria bellica del proprio schieramento.

Valley (2020)

Una valle, 4 branchi di specie animali in competizione tra loro, un inverno che incombe. Ogni giocatore ha un anno per far crescere il proprio branco, tra pericoli, predatori e cibo limitato. La valle è grande, ma non tutti potranno sopravvivere.

We Were Brothers - The Card Game (2020)

Il più amato crossover sulla Seconda Guerra Mondiale torna in versione Card Game non collezionabile, mantenendo tutte le caratteristiche del gioco da tavolo. Da 1 a 6 giocatori.

Team Orders (2020)

Ritenuto impossibile da realizzare per chiunque, noi ci vogliamo provare! Un vero gioco da tavolo manageriale di gare automobilistiche in tutto il suo splendore. Concepito come solitario, sarà giocabile fino a 5 giocatori. Signori, accendete i motori!


sabato 23 giugno 2018

I Board-wargame ed il loro futuro - PARTE1. La mia modesta opinione sull’argomento


Piuttosto spesso, quando parlo con altri giocatori e ideatori di board-wargame, c’è una questione che viene fuori: qual è il futuro dei board-wargame? Ovviamente, la risposta ad un quesito del genere è tutt’altro che semplice, e differenti scenari potrebbero essere presi in considerazione, visto che il mercato è in continuo cambiamento e potrebbe riservarci delle inaspettate sorprese. Proverò a dare il mio personale, soggettivo (e conseguentemente fallace) punto di vista sulla questione. Ho sempre pensato che, fino ad ora, il successo dell’attività di gioco nel campo dei board-wargame sia stato strettamente legato a… la demografia. Lasciatemi prima spiegare cosa intendo con “demografia”. Fondamentalmente, intendo l’età della maggior parte dei giocatori (o del nocciolo duro di essi) in un dato periodo di tempo. Se si guarda agli alti e bassi dell’attività board-wargamistica, è chiaro come l’”età dell’oro” di questo hobby, qui in Europa, siano stati gli anni 80. In quel periodo i board-wargame divennero così popolari che potevi reperire e acquistare dei board-wargame anche nei negozi di giocattoli, assieme a Monopoli o Risiko. Un qualcosa di inconcepibile oggi, che un board-wargamer non potrebbe neanche sognarsi! Quella generazione (la chiamerò “i ragazzi degli anni 80”) andava grosso modo dai primi adolescenti (tredici o quattordicenni) ai primi ventenni (ventenni o ventunenni). La vita per noi (io sono uno di loro) era relativamente facile. Il più delle volte, potevamo fare affidamento sui nostri genitori per i nostri acquisti (inoltre, l’economia per gran parte degli anni 80 andò bene) ed avevamo così taaaaanto tempo da spendere giocando i nostri wargame preferiti con gli amici. Ma la vita cambia, e le persone hanno questa singolare ed inspiegabile tendenza a crescere (!?). I ragazzi degli anni 80 presto dovettero trovarsi un lavoro e sistemarsi: una famiglia, una carriera magari. Quel tipo di cose che solitamente fanno preferire ad ognuno di noi passare del tempo libero con i figli (o dormendo!) piuttosto che a leggere un libretto di regole di 15 pagine. Così, negli anni 90 cominciò un lento ma inesorabile declino del gioco con i wargame (anche a causa della competizione con i videogame) che continuò fino al nuovo millennio. La maggior parte di noi ragazzi degli anni 80 eravamo occupati a fare altro, o potevamo (volento o nolenti) comunque dedicare molto meno tempo ed energia a giocare ai wargame. I nostri vecchi compagni di gioco erano probabilmente in una situazione simile. Così, anche per coloro che avevano voglia di continuare a giocare, trovare altri giocatori con cui farlo diveniva sempre più difficile…se non impossibile. Molti di noi smisero di giocare (io di sicuro fui uno di questi), giocavano molto meno, o giocavano giochi in solitario. Solo qualche giocatore incallito riusciva ancora a giocare con altri giocatori. Quelli più fortunati giocando faccia a faccia, magari in una di quelle convention che iniziavano ad assomigliare sempre più a degli zoo, dove le specie in pericolo di estinzione vengono protette e mantenute, oppure via internet (prima tramite email, poi tramite software come Vassal o Aide de Camps). I wargamer divenivano sempre di meno, ed il mercato si contraeva. Fino a quando sembrò arrivare l’alba di una nuova era. Negli ultimi dieci anni, o giù di lì, (non ho alcuna statisica cui fare riferimento, ma sarebbe molto interessante averne) quella che da molti è considerata una nuova “età dell’oro” sembra essere iniziata. Non fraintendetemi, i board-wargame sono ancora una faccenda di nicchia se paragonati ad altri tipi di giochi da tavolo. Tuttavia, un interesse crescente ed il numero di giochi nuovi annualmente stampati e venduti indica una certa “rinascita” dell’hobby, facendo prevedere ad alcuni di noi un futuro più roseo. Ma è veramente così? E’ tutto dovuto ad un crescente interesse tra le generazioni di giocatori più giovani? Non credo. Questo è quello che è successo: i ragazzi degli anni 80 sono invecchiati, la maggior parte di essi ha un lavoro più o meno stabile ormai, i loro figli sono diventati grandi. In parole povere, hanno cominciato ad avere più tempo libero, più soldi, più energie da dedicare al loro vecchio hobby. Alcuni di quelli che avevano abbandonato il gioco hanno ripreso a giocare, solo che ora più che mai possono permettersi di spendere soldi e tempo in quantità giocando i wargame, e magari presenziando qualche convention. Se questo è vero, allora le cose andranno ancora meglio per l’hobby il prossimo paio di decadi, grosso modo, man mano che i ragazzi degli anni 80 inizieranno ad andare in pensione e ad avere ancora più tempo e denaro per il loro amato passatempo. E poi? Chi prenderà il loro posto? Per il momento non c’è neanche l’ombra di una nuova generazione di wargamer. I wargamer giovani sono probabilmente a mala pena abbastanza per tenere in vita il mercato dei wargame, figuriamoci se possono farlo crescere sostituendo quelli vecchi in numero congruo. Il futuro di quest’hobby è come minimo incerto, se non proprio fosco. A meno che noi giocatori, ideatori ed editori di giochi non facciamo uno sforzo reale per cambiarlo. Come? Ne parlerò in un prossimo articolo. Per ora, vi auguro buon gioco ovunque siate e qualsiasi cosa stiate giocando.

Board-wargames and their future - PART 1. My 2 cents about the matter.

Quite often, when I speak with other board-wargame players and designers, an issue comes up: What is going to be the future of board-wargames? Of course, the answer to such a question is not at all easy, and different scenarios might be taken into consideration, as the market is ever-changing and might have some unexpected surprises in store for us. I’ll try to give a personal, subjective (and consequently probably flawed) point of view on this matter. 

I’ve always thought that so far the success of board-wargaming has been strictly linked to…demography. Let me explain first what I mean by “demography.” Basically, I mean the age of most board-wargame players (or “hardcore” players) in a given period of time. If you look at the ebb and flow of board-wargaming, it’s clear how the “golden age” for this hobby, here in Europe, was the 80s. In that period wargaming became so popular that you could easily find and buy wargames at toys stores, along with Monopoli or Risiko. Something next to unconcievable nowadays, even in a board-wargamer wildest dreams! That generation (I’ll call it “the 80s kids”) ranged roughly from the early teens (13 or 14-year-old) to the early twenties (20 or 21-year-old). 

Our life (I’m one of them) was relatively easy. Most of the time, we could rely on our parents for our purchases (also, economy for most of the 80s was pretty good) and we had soooo much time to spend playing our favourite wargames with our mates. But life changes and people have this weird and inexplicable tendency to grow up (!?). The 80s kids soon had to find a job and settle down: a family, a career (maybe); those kind of things that make most of us usually spend our free time with our children (or sleeping!) rather than reading a 15-page rulebook. So, in the 90s a slow but relentless decline of wargaming (due also to the competition of videogames) started and continued well into the new millennium. Most of us 80s kids were busy doing something else, or could (willing or not) dedicate much less time and energy to wargaming anyway. Our old mates were probably in a similar situation. So, even for those willing to continue playing, finding another gamer to play with became more and more difficult…if not impossible. 

Most of us quit playing (I definitely did), played much less, or started playing solitaire games. Only a few hardcore wargamers could still play with other players. Face to face the luckiest ones, maybe attending one of those conventions that looked more and more like zoos, where endangered species are kept and preserved, or via the internet (via email at first, then via software such as Vassal or Aide de Camps). Wargamers were fewer and fewer, and the market was shrinking. Until the dawn of a new age seemed to be breaking. 

In the last ten years or so (I don’t have any statistics to refer to, but it would be very interesting to have them) what some people consider a new “golden age” has started. Don’t get me wrong, board-wargames are still a small niche business compared to other kinds of boardgame. Nevertheless, increasing interest and the number of new games yearly printed and sold hint to some kind of “rebirth” of the hobby, making some of us forsee a brighter future. But is it really so? Is it all due to a growing interest among the younger generations? I don’t think so. 

What happened is this: the 80s kids have grown older, most of them have a more or less steady job by now, their children have grown. To put it simply, they started having more free time, more money, more energy to dedicate to their old hobby. Some of those who quit playing are back, but now more than ever they can afford to spend ample time and money on wargaming, and maybe attend a few conventions. If this is true, then things are going to get even better for the hobby in the next couple of decades or so, as the 80s kids will start to retire and have even more time and money for their beloved pastime. And then? Who will replace them? A new generation of wargamers is nowhere to be seen at the moment. Young wargamers are probably scarcely enough to keep the wargame market alive, let alone making it grow by substituting the old ones in numbers. The future of this hobby is shaky at best, if not downright grim. Unless we players, designers and publishers make a real effort to change it. How? I’m going to talk about it in a future article. For the time being, happy gaming wherever you are and whatever you are playing.

venerdì 22 settembre 2017

Ti piace We Were Brothers? Allora amerai questo post!


Da qualche tempo abbiamo ripreso a lavorare intensamente su We Were Brothers, ma a che punto siamo dopo 3 mesi di lavoro? 
Siamo sicuri che alla fine di questo post non vedrete l'ora di mettere le mani sulla Seconda Edizione di WWB!


Volendo snellire i concetti introdotti con il gioco base, abbiamo deciso di aggiornare completamente le regole relative al combattimento di fanteria, in modo da integrare i veicoli in un ambiente di gioco totalmente rinnovato. 

Dite addio al vecchio turno di gioco dove bisognava aspettare la fase giusta per fare qualcosa e che frammentava l'azione in modo talvolta frustrante: ora il nuovo turno prevede una fase unica e il giocatore può scegliere liberamente che azione far compiere ai suoi uomini. Quindi il gioco è più dinamico, con alcuni uomini che aprono il fuoco e coprono il movimento o l'azione di altri, mentre il nemico risponde al fuoco e agisce simultaneamente, il tutto nello stesso, brevissimo, turno di gioco. Questo permette anche di avere tempi di attesa molto più corti tra un giocatore e l'altro e la partita si accorcia notevolmente in termini di tempo necessario per uno scenario.

Uno dei problemi maggiori della prima edizione era l'avvistamento tra i soldati: non solo era complesso definire cosa fosse visibile e cosa no, ma soprattutto era assai complicato capire che tipo di copertura avevamo davanti e che modificatore applicare. Una geniale idea di uno dei playtester (Matteo Castagnoli, per l'esattezza) ha permesso di rendere tutto estremamente semplice e immediato, passando dalla LOS da regolamento a quella live, con due (sono proprio due!) semplici regolette per chiarire eventuali dubbi. A questa semplificazione contribuiranno anche le nuove miniature che faremo stampare apposta per We Were Brothers, in modo che siano tutte uguali per eliminare qualsiasi dubbio nell'avvistamento.


La base per sviluppare la Seconda Edizione del gioco è pronta, anche se questo ha richiesto diversi mesi di lavoro e soprattutto tanto playtesting per limare i punti poco convincenti. I risultati sono davvero sbalorditivi, con il gioco che è diventato estremamente più fluido e intuitivo: voce comune dei playtester sia italiani che stranieri è che ora il gioco gira come dovrebbe, in maniera bilanciata e intuitiva e già così rappresenta un'enorme passo in avanti rispetto alla prima edizione.
Come prosegue il lavoro sulla Seconda Edizione, dunque?
Continuate a seguirci per saperne di più!